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Autore: Anna Finelli 04 dic, 2017

“Vorrei un suo Presepe” . Se non ricordo male, disse proprio così la prima volta che ci incontrammo. Fu la volta che io gli dissi “no”.
Fino a qualche anno fa non avevamo mai pensato di realizzare le figure del Presepe in mosaico. Per cui, quando entrò in negozio un cliente chiedendomi se avevamo intenzione di crearne uno risposi che non ne avevamo mai prodotti e che non era nei nostri programmi farne. Tornò una, due volte, sempre con la stessa domanda, spiegando che li collezionava. Finché un giorno si presentò per l’ennesima volta con una proposta diversa: “E se io glielo disegnassi - chiese -, lei me lo potrebbe realizzare?”.

Li conservo ancora tutti i suoi bozzetti, dai quali, da una decina di anni, ogni Natale realizziamo il nostro Presepe di mosaico .

Siamo partiti dalla Madonna, San Giuseppe, bue, asinello e Re Magi, e siamo arrivati oggi a un totale di circa 17 figure, realizzate in due dimensioni (le grandi vanno dai 15 ai 20 cm). E’ un progetto in divenire: ogni inverno, infatti, quel cliente mi porta il disegno di un nuovo personaggio, che utilizziamo per realizzare la sagoma in rame che serve come base per la decorazione.

Non possiamo che ringraziare la caparbietà di questo collezionista. E’ anche merito suo se ora continuiamo a ricevere richieste da diversi altri collezionisti sparsi per il mondo, curiosi di sapere quale sarà il nuovo personaggio. L’anno scorso è stata la volta del Dormiente , voluto da un cliente di Comacchio. Per il Natale 2017 abbiamo realizzato la Lavandaia .
Ma sono ancora tanti i personaggi in fila per un posto nel nostro Presepe di mosaico.

Autore: Anna Finelli 30 ott, 2017

Un mosaicista per caso in 10 righe
Dietro quello sguardo tranquillo nasconde un temperamento forte, forte come la sua voglia di fare e imparare. Forte come la volontà di San Girolamo, il santo che curando un leone ha fatto di necessità virtù. Consapevole che la necessità è la madre di tutte le abilità, il ravennate Jacopo Simoni, 30 anni, un diploma al liceo linguistico poi una specializzazione nell’arte dell’illustrazione all’Istituto Europeo per il Design di Roma, ha scelto di inventarsi mosaicista. Una carriera iniziata circa un anno fa, quasi per caso, dentro la bottega AnnaFietta. “Nasco illustratore, racconta, terminati gli studi a Roma mi sono dedicato a libri per ragazzi poi sono passato alla grafica digitale, disegnando loghi per abbigliamento e marchi industriali e infine ho fatto lo stampatore. Tante esperienze diverse, tutte utili, però alla fine mi sono ritrovato senza un vero lavoro…”.

La chiamata
Mentre era in cerca di una nuova occupazione Jacopo ha continuato a fare quello che gli riusciva meglio, disegni fantasy: “Nell’ambiente sapevano che avevo una certa mano per il genere e spesso mi chiedevano disegni su commissione poi, un bel giorno, mi pare fosse settembre dell’anno scorso, mi arriva, inaspettata, la chiamata dell’amico Luca Ortolani”. La Bottega AnnaFietta era in cerca di un nuovo collaboratore. “E Luca, ormai colonna del laboratorio, aveva pensato a me, a me che di mosaico non sapevo nulla”. 

La prova e la scintilla
Nonostante i dubbi Jacopo decide di fare una prova e di misurarsi con le tessere. “Non mi ero mai approcciato al mosaico, ammette, ma quella bottega, quel laboratorio che ricordava le vecchie fucine d’arte di una volta, mi aveva sempre affascinato anche quando vi ero entrato come semplice visitatore”. E così, passato l’esame iniziale - “se non sbaglio ricordo che mi misurai con la cornice di una specchiera” - è scattata la scintilla e l’illustratore 30enne è entrato in pianta stabile nel team di via Argentario 21.

Un anno dopo
L’illustrazione resta il suo hobby preferito, il mosaico, invece, è diventato il suo compagno quotidiano: “Il mio background da disegnatore e illustratore - ammette - mi dà una grossa mano anche nell’imparare l’arte del mosaico, mi aiuta in particolare ad immaginare le linee, ad interpretare la luce, tutti aspetti rivelatisi fondamentali nelle creazioni musive”. Oggi in bottega Jacopo si occupa dell’oggettistica, di scritte e rifiniture. C’è la sua firma, ad esempio, su tante delle medaglie realizzate per la Maratona di Ravenna ormai alle porte. D’altronde Jacopo è uno che ama andare di corsa e in un anno appena di strada ne ha fatta. Se lo cercate in bottega potrete scovarlo dietro le quinte, dove ci si sporca le mani per realizzare piccole e grandi opere, ma non di rado lo si trova all’accoglienza clienti: “Conoscendo bene le lingue - rivela - mi piace anche stare a contatto col pubblico, relazionarmi con i tanti turisti che ci fanno visita, spiegare loro, non senza un pizzico d’orgoglio, che stanno acquistando e mettendo in valigia un piccolo pezzetto della cultura artistica della nostra città”.


Autore: Anna Finelli 11 ott, 2017

Per creare un mosaico non basta l’abilità tecnica. Le tenaglie, il tagliavetro, la spatola, il cemento, le tessere. Questi sono gli strumenti - indispensabili, certo - per realizzare un’opera sulla base di un progetto. Ma è sufficiente saperli utilizzare? Un mosaico - qui a Ravenna ce l’hanno insegnato i Bizantini - racconta una storia, e a volte le storie impregnano le tessere. Chi fa mosaico oggi ha il compito di raccogliere queste narrazioni e fissarle in quei manufatti contemporanei che spesso vengono commissionati con il preciso scopo di celebrare un traguardo, un passaggio, un anniversario o, più semplicemente, per rendere eterno un ricordo.

Le idee - sembrerà banale - sono la materia prima più preziosa. Così ci sono idee che trasformano alcuni lavori in sfide che emozionano dalle prime fasi di progettazione fino alla consegna. Eccone una.

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