Annafietta

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Sembra quasi una beffa del destino vedere che contemporaneamente al nuovo allestimento di Anna Fietta stia imperversando il neologismo “petaloso”.
Quest'anno si è scelto un tema che nell'arte e nella vita di tutti giorni è e sarà sempre presente: il fiore.
Nel quotidiano inebria con i suoi profumi e con i suoi colori, ma solo l'arte è in grado di eliminarne la caducità.
Del resto il fiore incarna la filosofia del mosaico; i petali sono come le tessere di un mosaico, anche singolarmente il petalo ha un suo fascino e una sua unicità ma fa parte di un disegno più grande: il fiore. 
La mosaicista ravennate ha ben intuito questa analogia, anche favorita dagli stupendi esempi ammirabili nei mosaici paleocristiani e bizantini della città.
Dare eternità alla bellezza di qualcosa che velocemente svanisce è uno dei compiti più nobili a cui ci si può dedicare e soprattutto non si turba un equilibrio universale. Come diceva Galileo Galilei: “Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”. L'equilibrio di stelle e fiori dei nostri mosaici ne sono certamente uno degli esempi meglio riusciti.
Anna Fietta ha voluto mostrare le nuove frontiere del mosaico moderno dove anche il supporto in legno dialoga col soggetto stesso, dove la forma si mescola col colore e soprattutto ci lascia la facoltà di comporli secondo il nostro gusto, secondo il nostro sentire. L'artista ci chiama a concorrere all'opera e allora questa sinergia ci permette di essere protagonisti del mosaico stesso.
Mauro Marino

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