Annafietta

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Perdersi nella notte stellata...

  • Autore: Anna Finelli
  • 30 mar, 2017

A quel genio di Van Gogh, passione  e ispirazione per tutta la Bottega

Il 30 marzo 1853, centosessantaquattro anni fa, nasceva Vincent Van Gogh, uno dei più celebri pittori di sempre e da sempre fonte inesauribile di ispirazione per tutta la Bottega AnnaFietta. Quante volte ci siamo persi nella sua Notte stellata, quante volte ci perdiamo ancora, ancora e ancora. Da anni ci piace omaggiare la sua arte, unica al mondo, riproducendo qui in laboratorio i suoi quadri, studiando quelle pennellate che le nostre mani poi trasformano in mosaico. Tessera dopo tessera, sempre con profondo rispetto, ci lasciamo ispirare dalla sua visione del colore, dalla sua passione per la realtà, più calda e vivida del reale, come quella notte che sembra abbracciarti in silenzio per poi rapirti in un lampo. Basta uno sguardo, anche fugace, per risvegliarsi in quel sogno astrale che, proprio grazie al maestro di Zundert, è diventato lavoro, artigianale, concreto, amato lavoro quotidiano. La nostra opera di ogni giorno, l'8 aprile prossimo, si mostrerà come ogni anno agli occhi di chi, viandante, turista, amico-nemico, cittadino del mondo,  ravegnano o forestiero, capiterà tra le mura della Bottega, dentro il nostro universo #astromosaico. Ebbene, dentro a quell'universo c'è tanto di te e della tua arte Vincent, c'è quella Notte stellata chi ci fa ancora perdere la testa. Sempre col naso all'insù, per sempre grazie.
Autore: Anna Finelli 21 lug, 2017

Teodorica Angelozzi in due righe

Forse era scritto nel destino, chi lo sa, di certo era scritto in quel nome, Teodorica. Nata a Chieti, diplomata all’Istituto d’arte abruzzese, trasferitasi per studio a Ravenna, nella città di Teodora e Teodorico, la città dei mosaici che pochi anni dopo il suo arrivo diventeranno anche il suo lavoro. Amante del disegno e della pittura, una laurea ‘tutta ravennate’ in Conservazione dei Beni Culturali, da tre anni, quasi per caso, è entrata a far parte della squadra della Bottega AnnaFietta. Da allora ad oggi tanta gavetta e una immutata, instancabile, voglia di apprendere e perfezionarsi, giorno dopo giorno.

Vita da laboratorio

Pochi passi dentro la Bottega di via Argentario e il sorriso di Teodorica ti accoglie da dietro il bancone, lì dove pennelli e pinze alla mano si occupa del ‘tocco finale’, di pulire, rifinire e ‘dorare’ le opere che poi finiscono in vendita. “Mi piace il contatto col pubblico, ci sono abituata gestendo ormai da anni anche la piccola biblioteca di Piangipane – racconta – lavoro che porto avanti parallelamente alla collaborazione con la Bottega di Anna dove ho la possibilità di creare qualcosa di unico e irripetibile con le mie mani, di plasmare da zero materiali inerti che poi infondono emozioni… per chi ama l’arte un vero e proprio dono”.

Gli inizi

“L’incontro con Anna è stato casuale, ci siamo conosciute ad una serata organizzata dalla Casa delle Donne ed è nato subito un bel feeling, una bella amicizia”. Pochi giorni dopo è arrivata la proposta, quella che non potevo rifiutare. Mi ha chiesto di entrare a far parte della squadra e così sono entrata in questo luogo magico, unico e speciale, in questa bottega che oggi è la mia seconda casa”.

Specialità

Il jolly della finalizzazione. “Ho sempre amato disegnare e dipingere, ma non avevo alcuna conoscenza di tecniche musive. Ho imparato da zero e mi sto ancora perfezionando al fianco di colleghi più esperti. In Bottega sono un po’ un jolly, ma mi occupo essenzialmente dei piccoli ritocchi, di perfezionare le opere, dei dettagli”.

Il ravennate, il turista…

Lo sguardo del mosaicista sulla clientela: “E’ un pubblico eterogeneo quello che varca la porta della Bottega, tanti turisti, ma anche tanti ravennati, tutti affascinati da questo luogo e dalle opere che vi trovano al suo interno. Ovviamente il forestiero rimane inevitabilmente sorpreso e rapito dal mosaico perché si trova dinanzi ad una ‘scoperta’, mentre nel ravennate si nota l’orgoglio, la gratificazione di chi compra o regala un simbolo della propria città, della propria terra, un pezzo unico, un mosaico non realizzato in serie, un pensiero in forma artistica che li rappresenta”.

 

Autore: Anna Finelli 27 giu, 2017
Con una maestra così come si possono scordare i cinque anni delle elementari?
Rita Brusi è un'insegnante di Ravenna che ha passato gli ultimi cinque anni in una scuola elementare in provincia di Cesena. Fuori dalle mura bizantine ha parlato ai suoi studenti della bellezza dei mosaici ravennati e di come le botteghe artigiane della città si impegnino a portare avanti questa tradizione secolare. 
Accade così che alla fine dell'anno scolastico, i ragazzi della sua quinta decidono di ringraziarla per il bel percorso fatto assieme. Si ricordavano il nome del laboratorio citato dall'insegnante, mi contattano e mi chiedono di realizzare una foto di classe a mosaico. 
Quello che vedete è tutto il processo di creazione, dalla foto, al bozzetto, perfino l'aggiunta di Tommaso, uno dei ragazzi che non era presente nella foto collettiva. E' nato così un mosaico "a vignetta" , dove ogni studente ha l'iniziale del nome nella maglietta e alcuni essenziali tratti somatici. 
Volete sapere qual è stata la parte più difficile? Mantenere il segreto prima della consegna, pur incontrando Rita qui in negozio. Ma a giudicare dagli sguardi, direi che la sorpresa è andata a buon fine.
Autore: Anna Finelli 20 giu, 2017

Luca Ortolani in due righe
Luca è uno dei collaboratori più giovani del laboratorio di mosaico Annafietta. Un neofita? Niente di più sbagliato. Aveva 16 anni quando per la prima volta ha iniziato a prendere in mano tessere e attrezzi del mestiere. Non che a quell’età sapesse già che fare il mosaicista sarebbe diventato il lavoro della vita: la sua era più una vocazione all’artigianato, a un tipo di lavoro manuale dov’è richiesta precisione e tanta, tanta pratica. Ora di anni ne quasi 29, di cui gli ultimi quattro al servizio di Anna Finelli. Qui si è ritagliato un proprio spazio all’interno della bottega, dove coniuga piccole routine e creatività.

Vita da laboratorio
Lo si incontra al primo piano del laboratorio di via Argentario. C’è una giovane stagista di fronte a lui, intenta a tagliare le piccole lastre di vetro colorato. Quello è il punto di partenza per tutti. Lui invece parla e quasi senza guardare si destreggia con pinze e formelle di rame per fare farfalle e angioletti, che saranno poi la base per i successivi lavori. “La vita da laboratorio dà molta libertà – racconta - è un lavoro creativo ricco di soddisfazioni. Qui da Annafietta tutti fanno tutto, anche se tendiamo a dividerci i compiti a seconda delle ‘specialità’ di ognuno”.  

Specialità
Serialità vs creatività. Luca li descrive quasi come dark e bright side del mosaicista. “Adoro le grandi superfici. Ci sono però alcuni articoli che non farei mai al mondo ma che paradossalmente vanno, e che devono essere realizzati in quantità. Diventa un lavoro più meccanico che creativo, per quanto un articolo sia unico e diverso dagli altri”.

Gli inizi
Parola d’ordine: gavetta. Dopo il primo stage estivo in un laboratorio a 16 anni e gli studi all’Istituto d’Arte per il Mosaico, a Ravenna, è iniziata la lunga strada nel campo che lo ha portato in via Argentario. Un approdo oggi sempre più difficile per un giovane: “Le piccole botteghe artigiane non possono permettersi di prendere molti collaboratori, e la scarsa collaborazione tra botteghe non aiuta il settore”.
Per questo il primo incarico di responsabilità lo conserva nel cuore: “Il lavoro che mi ha dato più soddisfazione è stata l’insegna di un vescovo da mettere all’ingresso di una chiesa che ho seguito dall’inizio alla fine. Non tanto per la difficoltà o per ciò che rappresentava, ma per come quell’opera mediamente complessa mi ha instradato a quello che sto facendo ora”.

Il ravennate, il turista, il mosaicista
A dispetto di quanto si potrebbe pensare. Non c’è molta differenza tra autoctoni e forestieri. Almeno questa è l’impressione di Luca. “Dal piccolo oggetto al complesso lavoro su commissione, non c’è differenza nell’acquisto. Ci sono ravennati che comprano il ‘pensierino’ e turisti che dopo una settimana di vacanza commissionano progetti molto complessi. E viceversa”. Allora viene da chiederglielo, se la richiesta è alta, perché non mettersi in proprio? “Ci ho pensato nei primi anni. Ma è un ambiente spietato, la concorrenza è alta e la solidarietà latita. E’ difficile, certo, ma non impossibile. Io ho scelto un'altra strada”.

Autore: Anna Finelli 21 apr, 2017
Di cosa è fatta una stella? Quale materia compone l'universo? Noi vi rispondiamo per immagini, perché il nostro  #Astromosaico   è fatto di lavoro, passione e... mosaico, tanto mosaico... 
La mostra è aperta tutti i giorni al primo piano della bottega e rimarrà esposta fino al prossimo anno. Ogni pezzo è unico e, naturalmente, in vendita.
Autore: Anna Finelli 16 apr, 2017
Lo scorso fine settimana, mentre qui in Bottega si brindava all'inaugurazione di #Astromosaico, un pezzetto di noi era qualche chilometro più a nord, per l'esattezza a Verona, direzione Vinitaly. I nostri 'Mosaici DiVini', realizzati insieme all'azienda Gardi Bertoni di Riolo Terme, sono stati tra i quattro vini dell’Emilia Romagna selezionati per far parte dell'esposizione "Novità del vino 2.0" realizzata da Coldiretti al Centro Servizi Arena in occasione della grande fiera enologica. La mostra era dedicata ai prodotti nati da idee creative per utilizzi alternativi, alle tecniche di produzione innovative, ma anche alle esperienze più originali nell’imbottigliamento e nell’etichettatura, in poche parole quelle innovazioni che costituiscono la rivoluzione in cantina che spinge al successo il Made in Italy nel mondo.
L’Albana Passito prodotto dell’azienda Gardi Bertoni di Riolo Terme (Ravenna) è stato selezionato perché "costituisce un inedito matrimonio tra arte, gusto e viticoltura" e si sintetizza in un originale incontro tra la tradizione millenaria dei mosaici ravennati e il nettare di Bacco prodotto sulle colline faentine dall'azienda vitivinicola Tenuta Nasano (Gardi Bertoni). L'albana passita prodotta in azienda, sotto la supervisione del giovane enologo Stefano Gardi – di per sé già vere e proprie opere d'arte in bottiglia e soprattutto al palato – 'sposano' le etichette in mosaico realizzate nella nostra Bottega diventando, a tutti gli effetti, piccole opere da collezione e, perché no (magari dopo averle degustate), splendidi oggetti d'arredo. Noi, vi consigliamo di stapparle, magari per chiudere in bellezza il pranzo di Pasqua che vi attende. Cin cin e auguri da tutti noi della Bottega Anna Fietta!
Autore: Anna Finelli 12 apr, 2017

Ne è trascorso di tempo dal 12 aprile 943. La Casa Matha , così come la vediamo oggi , conta 1074 anni . Millesettantaquattro primavere che l’ Ordo Domus Mathae di Ravenna festeggia regalando alla città due targhe toponomastiche in mosaico ricche di simboli e dai significati antichi. Proprio stamattina sono state collocate su due facciate dello storico edificio che si affaccia in piazza Andrea Costa. Il privilegio di progettarle e realizzarle è stato affidato al nostro laboratorio.

Così abbiamo lasciato che la creatività facesse un viaggio indietro nel tempo, alle origini dello stemma che riportava la dicitura Schola Piscatorum , riferendosi a una delle principali attività che le lagune costiere offrivano agli abitanti di queste terre. L’immagine del sigillo rievoca proprio i tempi della corporazione di mestiere: due pescatori - uno a terra, l’altro in barca -  intenti a issare una rete colma di pesce, mentre sulle loro teste attendono famelici due gabbiani. E da uno strumento come l'amo, indispensabile per la pesca, deriva secondo alcune interpretazioni anche il nome latinizzato,  Domus amata .

Ma è tuttavia un’altra l'immagine che ha attirato la nostra attenzione ; passa inosservata sopra le teste di chi passeggia per il centro, e si trova sulla sommità dell’ex mercato coperto. Quattro storioni scolpiti sorreggono un bassorilievo raffigurante un’altra scena di pesca. Lo storione, un pesce che a lungo ha nutrito questi luoghi, era il soggetto perfetto per essere rappresentato nello stile del mosaico bizantino. Ne abbiamo raffigurati due ai lati delle targhe, mentre sorreggono l’indicazione “Via Casa Matha, corporazione di pescatori”, e li abbiamo realizzati in con i colori dell’Ordine, Giallo e Rosso, su un fondo stellato blu e oro che richiama il cielo di Galla Placidia.

Da quando l’avventura delle targhe toponomastiche in mosaico è iniziata, nel 2009, quelle della Casa Matha sono la 51esima e la 52esima. E vantano un primato: sono le prime a essere state commissionate da un privato con l’autorizzazione del Comune. E se questo precedente fosse da esempio per nuovi illustri seguaci?

Autore: Anna Finelli 07 apr, 2017

Ogni fiore ha un suo significato. Fedeltà, passione, gelosia… tutti sentimenti che comunichiamo donandone uno. Ma a prescindere dal tipo specifico di pianta, l’immagine di un qualsiasi fiore reciso è una metafora con un valore simbolico ben preciso: la condanna di ogni forma di violenza nei confronti delle donne . Questo è il cuore del progetto “I fiori di Ravenna”, legata alla pagina facebook “Ravenna città amica delle donne” e promossa da Linea Rosa in collaborazione con il Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico del Mar e con Cna .

E’ nato tutto tre anni e mezzo fa coinvolgendo i mosaicisti di Ravenna, che sposando la causa hanno prodotto le “mattonelle” in mosaico raffiguranti fiori recisi, interpretandoli attraverso le loro peculiari varietà stilistiche.

Lo abbiamo fatto anche noi e continuiamo a farlo. Andiamo ad arricchire la mappa georeferenziata che potete consultare qui ( gis.comune.ra.it/cittadelledonne ) che consente di individuare lungo tutta la città i fiori esposti nei muri delle abitazioni cittadine e la bottega di mosaico che le ha realizzate. Molte le potete trovare in luoghi istituzionali, come la Casa delle Donne, ma ognuno può dare il proprio contributo, acquistandone una per esporla magari sopra al proprio numero civico. L’evento al Caffè Letterario “Curvies al Letterario” porta avanti questo progetto. E dà la possibilità di acquistare i miei fiori donando un 10 per cento dell’incasso a Linea Rosa. La speranza è che in un futuro non troppo lontano ogni casa, palazzo, edificio abbia il suo fiore in mosaico.
Autore: Anna Finelli 30 mar, 2017
Il 30 marzo 1853, centosessantaquattro anni fa, nasceva Vincent Van Gogh, uno dei più celebri pittori di sempre e da sempre fonte inesauribile di ispirazione per tutta la Bottega AnnaFietta. Quante volte ci siamo persi nella sua Notte stellata, quante volte ci perdiamo ancora, ancora e ancora. Da anni ci piace omaggiare la sua arte, unica al mondo, riproducendo qui in laboratorio i suoi quadri, studiando quelle pennellate che le nostre mani poi trasformano in mosaico. Tessera dopo tessera, sempre con profondo rispetto, ci lasciamo ispirare dalla sua visione del colore, dalla sua passione per la realtà, più calda e vivida del reale, come quella notte che sembra abbracciarti in silenzio per poi rapirti in un lampo. Basta uno sguardo, anche fugace, per risvegliarsi in quel sogno astrale che, proprio grazie al maestro di Zundert, è diventato lavoro, artigianale, concreto, amato lavoro quotidiano. La nostra opera di ogni giorno, l'8 aprile prossimo, si mostrerà come ogni anno agli occhi di chi, viandante, turista, amico-nemico, cittadino del mondo,  ravegnano o forestiero, capiterà tra le mura della Bottega, dentro il nostro universo #astromosaico. Ebbene, dentro a quell'universo c'è tanto di te e della tua arte Vincent, c'è quella Notte stellata chi ci fa ancora perdere la testa. Sempre col naso all'insù, per sempre grazie.
Autore: Anna Finelli 18 mar, 2017
Arriva la primavera. I suoi profumi, colori, le sue luci entrano in Bottega e ci rendono più leggeri. Arriva una nuova stagione e con essa un nuovo progetto, nato con la testa tra le nuvole dell'inverno, con il naso all'insù, ma con le mani sempre in pasta, sempre tra le nostre amate murrine... Con il nostro lavoro, questa volta, abbiamo deciso di volare lontano, lontano anni luce, ma sempre tenendo i piedi ben saldi a terra. Abbiamo raccolto tutto il calore che il sole d'inverno è riuscito a trasmetterci, ci siamo specchiati nelle lune e 'superlune' di dicembre poi, affidandoci alle stelle, ci siamo messi all'opera. Il risultato si chiama #astromosaico ed è un racconto speciale: dentro c'è il mondo dei fumetti, dell'amore puro di Mordillo, ci sono le volte stellate di Van Gogh, i cieli di Galla Placidia, lo spazio profondo che possiamo solo immaginare e l'universo che l'uomo è riuscito sinora a toccare con mano o, perlomeno, ad immortalare. Se volete conoscere più da vicino questo piccolo universo di mosaico vi aspettiamo in Bottega da sabato 8 aprile.  
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